Dipinto su stoffa (thangkha) raffigurante lo stupa di Dhanyakataka

Dipinto su stoffa (thangkha) raffigurante lo stupa di Dhanyakataka
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Pittura
Nazione, Regione, Provincia
Italia, Lazio, RM
Città
Roma
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci'
Inventario
18905/28892
Materia e tecnica
Pigmenti minerali e vegetali; cotone trattato
Datazione
Fine XVIII sec.
Provenienza
Prodotto in Tibet
Dimensioni
Altezza 138 cm; larghezza 87 cm
Copyright immagine
Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci'

Descrizione breve

Il campo della thangkha, che è contornata da una cornice tessile, è dominato dalla rappresentazione della maestosa architettura dello stupa di Dhanyakataka, o del “mucchio di riso”, secondo la tradizione il luogo nel quale il Buddha insegnò il tantra del Kalachakra. Lo stupa troneggia al centro di una cittadella a pianta quadrata delimitata da una barriera di ottantuno piccoli stupa bianchi che corrono lungo i lati, delimitando - come un vedika -  l’area sacra. Al di sopra, tra picchi montuosi, appaiono due divinità  e, ancora più in alto, tra le nuvole, si intravedono personaggi fluttuanti, forse kinnara (musici) e apsaras (danzatrici celesti). Al di fuori della muraglia dello stupa, in basso, è rappresentato un paesaggio urbano con scene di vita comune. Sopra la cupola emisferica tronca del grande stupa di Dhanyakataka sorge una colonna (yashti) scandita da tredici ombrelli (chattra) resi come anelli, che rappresentano la progressione in stadi o livelli (bhumi) verso il risveglio (bodhi). Lungo un avancorpo frontale in aggetto, in corrispondenza dei sei livelli dello stupa, si svolge una sequenza di nicchie ad arco trilobato dove sono alloggiati simboli e divinità. L’ultima nicchia, la più grande (posta in corrispondenza della cupola), ospita Kalachakra.

Bibliografia

  • cfr. Di Mattia, M. (2010), scheda Archivio MNAO codice nr. 1200940896.
  • D. Mazzeo (a cura di), (2005), Splendori dell’Asia, cat. della Mostra, Roma, Museo Nazionale d’Arte Orientale, fig. p. 11.