Corea

COREA

La nuova sala (Sala X), aperta al pubblico a giugno 2010 grazie al generoso contributo della Korea Foundation, ospita la piccola ma rappresentativa collezione di vasi in ceramica invetriata, riferibili alle dinastie Goryeo (936-1392) e Joseon (1392-1910), donata al Museo dal Governo della Repubblica di Corea nel 1960.

Tali opere, alcune caratterizzate da eleganti vetrine in diverse tonalità di verde-azzurro (note in Europa come céladon), altre da decori bicromi ottenuti con tecnica ad intarsio, rappresentano una delle più originali espressioni della creatività artistica coreana. Vanno segnalati particolarmente i céladon della dinastia Goryeo, che dominarono e indirizzarono il gusto e i mercati dell'Asia orientale intera tra il sec. XI e il sec. XIV d.C.

Non meno importanti, sia dal punto di vista tecnico che estetico, sono i due soli esempi di ceramiche con decorazione a intarsio del tipo detto buncheong, prodotte soltanto per duecento anni, tra il declino della dinastia Goryeo e l'invasione giapponese della Corea nel 1592.

Dai primi decenni del 1600 le fornaci coreane sfornarono, prevalentemente, vasellame di porcellana bianca usato soprattutto nelle pratiche rituali previste dall'etichetta confuciana. Nelle collezioni del Museo non figurano esempi di tale ultima produzione, che arriva con tipi di eccezionale bellezza formale fino ai giorni nostri: gli esemplari esposti fanno parte di una raccolta che il Museo spera di poter acquisire nel prossimo futuro.

All'ingresso nella sala, il visitatore è accolto da una statuina di bronzo dorato raffigurante un Buddha; analoghe statuine a soggetto buddhista e accessori liturgici di bronzo databili tra il sec. VII e il sec. XI, facenti parte dell'importante collezione di bronzi cinesi, coreani e giapponesi donata nel 1960 dall'Ambasciatore Giacinto Auriti all'Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (oggi Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente) sono esposte nella prima vetrina a sinistra. Del lotto coreano di questa collezione, concessa in deposito al Museo, fanno parte anche quattro sigilli e due specchi di bronzo di epoca Goryeo, nonché, dello stesso periodo, una eccezionale scatola in lamina d'argento finemente decorata.

In fondo alla sala è posto un guardaroba in legno di zelkova, solitamente usato nelle stanze femminili delle case appartenenti alla classe più alta della società coreana dell'epoca. Un altro pregevole elemento di arredo, sempre del sec. XIX, è uno stipo da studio in legno laccato, usato dai letterati per riporre i preziosi strumenti da scrittura.

Nell'ultima vetrina, infine, sono esposte le opere donate nel corso degli ultimi due decenni da famosi artisti coreani contemporanei: alcune ceramiche, un libro in tessuto interamente realizzato a mano dalla pittrice Hey Sug Jang Alunni, che vive da anni in Italia e un pendente annodato (norigae), dono della maestra artigiana Kim Eun Young, annoverata come Patrimonio Culturale Intangibile nr. 13, eseguito con la tecnica del maedeup o macramé coreano.

Nella Sala VII sono esposte a rotazione opere di pittura e grafica provenienti da Cina, Corea e Giappone; si tratta della più alta forma d'arte dell'Oriente Estremo, di cui il Museo possiede esempi di diverso stile e soggetto che datano, per la maggior parte, ai secc. XVII-XIX.

Vanno anche menzionate alcune opere d'arte coreana contemporanea donate al Museo da artisti.

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