Attività e ricerche recenti

[Testo di Lorenzo Costantini e Loredana Costantini Biasini] 

 

ORGANIZZAZIONE

Il Servizio di Bioarcheologia e Microscopia Elettronica, costituito nel 1995 quale ampliamento e potenziamento del Laboratorio di Bioarcheologia in funzione dal 1980, è un settore del Museo  che svolge, oltre a quelli che erano i compiti propri del Laboratorio (analisi, studi e ricerche di reperti e materiali), indagini di diagnostica per immagini e caratterizzazione microchimica di manufatti archeologici e oggetti d'arte delle collezioni del Museo. Il Servizio è articolato in due sezioni, il Laboratorio di Microscopia Elettronica, dotato di un Microscopio Elettronico a Scansione LEO 435VP e di un sistema di microanalisi Link Oxford ISIS 300 (EDS), e il Laboratorio di Bioarcheologia, dotato di microscopia ottica convenzionale (sistemi Nikon) e steromicroscopia con analisi d'immagine (sistema Leica MZ 12.5, fotocamera DC 500, software analisi d'immagine Leica QWIN IM 500). La strumentazione disponibile è in grado di assicurare lo svolgimento di analisi non distruttive, che non richiedono cioè l'alterazione del manufatto o del reperto da esaminare. Il SEM a pressione variabile, in particolare consente, di effettuare indagini molto accurate senza dover trattare preventivamente il materiale da esaminare e la combinazione con la sonda a dispersione di energia (EDS) rende possibile l'esecuzione di analisi chimiche, qualitative e quantitative, di superfici estremamente limitate, fornendo utili informazioni sulla composizione degli elementi costituenti la superficie investigata.

L'attività del Servizio è parte integrante dei programmi di gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio del Museo, quale necessario strumento di conoscenza dei materiali e dei processi di lavorazione particolarmente utile nella programmazione e realizzazione degli interventi di conservazione e restauro.

Il Servizio collabora inoltre con il Centro di Bioarcheologia dell'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente (IsIAO) e con altre istituzioni di ricerca italiane ed europee e con missioni archeologiche italiane e straniere che operano in Italia, nel Caucaso, nel Vicino e Medio Oriente e nella Penisola Araba nell'ambito dei programmi nazionali e internazionali di ricerca e studio di reperti archeologici e oggetti d'arte.

 

PERSONALE

Il personale del Servizio è composto quattro unità di personale di ruolo che svolgono tutte le funzioni connesse con le varie attività di ricerca, consulenza, preparazione, analisi e studio dei reperti archeologici, degli oggetti d'arte e di altre categorie di manufatti e materiali. Allo svolgimento delle attività del Servizio partecipano collaboratori esterni nell'ambito di accordi e convenzioni mirate alla formazione di giovani laureati e alla realizzazione di specifici progetti legati alle attività del Museo.

 

ATTIVITÀ

Nel corso degli ultimi cinque anni il Servizio ha condotto indagini diagnostiche, studi e ricerche, in collaborazione con i Dipartimenti del Museo, nell'ambito del progetto pluriennale "Analisi non distruttive di opere d'arte e manufatti archeologici di produzione orientale del Museo Nazionale d'Arte Orientale", prendendo in esame sei diverse categorie di materiali.

 

Funzione e forma dei vasi delle tombe della necropoli di Shahr-i Sokhta, Iran

Sono state eseguite analisi diagnostiche e determinazioni chimiche dei micro e macroreperti di origine organica rinvenuti all'interno dei vasi delle tombe IUP 725 inf. e IUP 731 della necropoli di Shahr-i Sokhta (Iran) . Queste indagini hanno permesso di conoscere il tipo di contenuto di ciascun vaso esaminato e di stabilire un rapporto tra forma e funzione dei diversi tipi di vasellame.

 

Manufatti tessili e fibre vegetali di Shahr-i Sokhta, Iran

La collezione di reperti tessili e fibre vegetali provenienti dal sito protostorico di Shahr-i Sokhta (Iran) è stata sottoposta ad un accurato studio mediante analisi effettuate in micro- e macroscopia ottica e microscopia elettronica a scansione per il riconoscimento del tipo di fibre utilizzate e per una valutazione complessiva dello stato di conservazione dei reperti.

Lo studio di queste due categorie di materiali è parte di un più ampio progetto che coinvolge, oltre ai reperti presenti nel Museo provenienti dagli scavi condotti tra il 1967 e il 1978 dalla Missione Archeologica dell'IsMEO (oggi IsIAO), anche tutti quelli rinvenuti dopo la ripresa degli scavi da parte della Missione Iraniana dell'Iranian Cultural Heritage, Handicrafts and Tourism Organization con la quale il Servizio ha in atto un accordo pluriennale di collaborazione.

 

Manufatti in seta, su seta e su carta di produzione cinese e giapponese

Sono stati esaminati campioni di carte cinesi di epoca nota (da van Gulik R.H., 1958, Chinese pictorial art, Is.M.E.O., Roma) per costituire un data base di riferimento preparatorio allo studio dei manufatti.

 

Manufatti in metallo di produzione est-asiatica

Analisi diagnostiche di microprelievi eseguiti su vasi in bronzo di produzione cinese riferibili alle dinastie Shang (sec. XVI-XI a.C.) e Zhou (sec. XI-III a.C.), finalizzate alla determinazione chimica dei metalli/leghe e alla conoscenza dello stato di conservazione/degrado dei manufatti, per predisporre gli interventi di manutenzione e restauro.

Le analisi di laboratorio condotte sui manufatti relativi alle due precedenti categorie di materiali sono stati presentate dal Dott. Roberto Ciarla, responsabile del settore Estremo Oriente del Museo, al convegno del X Salone dell'arte del restauro e della conservazione dei beni culturali e ambientali (Ferrara 3-6 aprile 2003), nell'ambito del più generale tema delle "Indagini diagnostiche e conservazione di manufatti archeologici e opere d'arte dell'Asia estrema al Museo Nazionale d'Arte Orientale: lavori in corso".

 

Monete di provenienza centro-asiatica

Le analisi di monete indo-greche, greco-battriane, partiche, indo-saka e kushana sono state finalizzate alla caratterizzazione morfometrica e fisico-chimica delle monete, per meglio evidenziare, in particolare per i manufatti indo-greci e greco-battriani, lo standard di conio utilizzato. I primi risultati delle analisi sono stati presentati al Convegno internazionale "Dal denarius al dinar: l'impatto della monetazione aurea romana sull'Est organizzato dall'Istituto Italiano di Numismatica a Roma (Palazzo Barberini 16-18 settembre 2004).

 

Gioielli iranici

Analisi morfometriche e microchimiche sono state eseguite su gioielli antichi di provenienza iranica per la messa a punto di un protocollo d'indagine mirato alla caratterizzazione dei manufatti e allo studio dei processi di lavorazione e decorazione (fig. 8). Questo programma di analisi e studi è la continuazione delle indagini avviate nel 2002 quale programma di ricerca svolto del Servizio nel progetto JewelMed Project, finanziato dalla Comunità Europea nell'ambito del V Programma Quadro, per lo studio delle antiche tecniche orafe del Bacino del Mediterraneo e concluso con la mostra "Lost arts of the ancient goldsmiths. Ancient Manufacturing in the Ancient Mediterranean World-VII-I Century BC" (Malta 25 ottobre - 24 novembre 2002). Lo studio delle antiche tecniche orafe è condotto in collaborazione con l'Istituto per lo Studio dei Materiali nano-strutturati del  Consiglio Nazione delle Ricerche, Roma.

 

COLLABORAZIONI

Altre indagini di laboratorio hanno interessato materiali archeologici (prevalentemente resti vegetali carbonizzati) provenienti da scavi italiani condotti da istituzioni con le quali il Servizio ha in atto collaborazioni nel quadro di studi e ricerche sull'origine e diffusione dell'agricoltura italiana. In questo ambito sono stati esaminati i materiali dei siti neolitici di Torre Sabea, Gallipoli (Ta) e S. Andrea di Travo (PC), dei siti di età del Bronzo di Lasino (TN), Grotta dello Sventatoio di Sant'Angelo Romano (Roma) e Nola (Na), dei siti classici di Pizzica Pantanello, Metaponto (MT), Tempio della Vittoria (Palatino) e Via Sacra - Atrium Vesta , Roma. I risultati di queste indagini sono stati pubblicati in riviste italiane ed estere o presentati a convegni tematici quali quello organizzato dalla Regione Basilicata sul tema "Vita quotidiana in Magna Grecia: gli agricoltori del Metapontino a Pantanello. Agricoltura, alimentazione, salute (Matera 20 - 21 settembre 2003) e quello organizzato dall'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria a Roma dal 30 novembre al 3 dicembre 2005 con le relazioni "Economia agricola del Lazio a sud del Tevere tra Bronzo antico e Bronzo medio" e "L'agricoltura del villaggio protostorico di Nola, loc. Croce del Papa (NA)"

E' proseguito inoltre lo studio dei reperti vegetali di alcuni siti preistorici e protostorici dell'Iran, Pakistan, Emirati Arabi Uniti, Yemen e Oman, quale avanzamento dei lavori del progetto "Archeologia dell'agro-biodiversità", le cui linee generali sono state presentate alla Segreteria del Comitato per le Risorse Genetiche e Vegetali della FAO nel corso di una conferenza dal titolo "Archaeobotany and the History of Crop Plants" tenuta nella sede della Commission on Genetic Resources for Food and Agriculture Department il 14 aprile 2004. I risultati delle ricerche condotte in Pakistan e Iran hanno costituito la prima sezione della Mostra "Biodiversity for food security" organizzata in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2004.

Il tema della biodiversità archeologica e attuale è stato l'argomento di una ulteriore ricerca condotta dal Servizio nell'ambito del progetto "Conservation and suitable use of grapevine genetic resources in the Caucasus and Northern Black Sea Region", coordinato dall' l'International Plant Genetic Resources Institute (IPGRI). Il Servizio, responsabile del sottoprogetto "Archeologica della vite tra Mar Nero e Mar Caspio", ha promosso e realizzato lo studio della documentazione archeobotanica della vite in Georgia, in collaborazione con i ricercatori dell'Accademia delle Scienze della Georgia. I risultati della ricerca sono stati presentati al primo meeting del Progetto tenutosi a Tbilisi (14 - 18 ottobre 2003). La ricerca è stata quindi ampliata ai territori dell'Ucraina e della Moldova per tracciare un primo quadro geografico e cronologico della coltivazione domesticazione e della vite nel Caucaso, presentato al secondo meeting del progetto svolto presso l'Institute for Vine and Wine "Magarach" di Yalta (16 al 18 Settembre 2004).

Al convegno "Metallurgy: A Touchstone for Cross Cultural Interaction", organizzato dal British Museum di Londra dal 25/28 aprile 2005, è stato presentato il poster: "Scientific Investigation on Ancient Granulation Technique in Ancient Jewellery" per illustrare i risultati delle ricerche avviate sui manufatti preziosi del Museo, in collaborazione con l'Università di Roma "La Sapienza".

I risultati delle analisi morfometriche condotti sui reperti archeobotanici di vite del sito di Metaponto sono stati presentati Convegno Internazionale di Studi "Archeologia della Vite e del Vino in Etruria", organizzato dall'Università degli Studi di Siena, Scansano (Gr), 9 e 10 settembre 2005 con la relazione dal titolo "Archeologia della vitivinicoltura in Basilicata: un bilancio delle ricerche".

Uno studio dei reperti archeobotanici dei livelli neoliti del sito di Mehrgarh, Pakistan, è stato presentato al convegno "International Seminar on First Farmers in Global Perspective" organizzato dal Directorate of Uttar Pradesh State Archaeology, India, dal 18 al 20 gennaio 2006 a Luknow, con la relazione "The first farmers in western Pakistan: the evidence of the neolithic agro-pastoral settlement of Mehrgarh".

 

ALTRE ATTIVITA'

 

MOSTRE

Parallelamente alle attivita di analisi, studio e ricerca, il Servizio ha partecipato alla organizzazione e realizzazione di tre iniziative espositive:

 
 

ATTIVITA' ARCHEOLOGICA

Dopo la conclusione della ventennale collaborazione con la Missione Archeologica Francese in Pakistan, per la partecipazione agli scavi e per lo studio dei reperti vegetali dei siti di Pirak, Mehrgarh e Nausharo, nel 2001 il Servizio ha avviato una nuova attività di collaborazione con la Missione Archeologica Iraniana a Shahr-i Sokhta. Questa nuova collaborazione ha inteso riprendere le ricerche di campo e gli studi di laboratorio interrotti nel 1978, anno in cui furono interrotte le attività della Missione Archeologica Italiana dell'IsMEO, oggi IsIAO. Per dare continuità a tale collaborazione, nel 2002 è stato sottoscritto un accordo triennale tra il Servizio di Bioarcheologia e Microscopia Elettronica, il Centro per le Ricerche Bioarcheologiche dell'ISIAO e l'Iranian Center for Archaeological Research dell'Iranian Cultural Heritage, Handicrafts and Tourism Organization. Il Servizio ha partecipato alle campagne di scavo effettuate negli anni 2001-2008, co-finanziate dal Ministero degli Affari Esteri, Museo Nazionale d'Arte Orientale e dall'ISIAO.

Le attività svolte hanno permesso di riorganizzare le conoscenze acquisite nel passato e di avviare un nuovo programma di ricerche finalizzato alla definizione delle risorse naturali, del popolamento umano e del clima attraverso il recupero, l'analisi e lo studio di tutte le categorie di reperti organici ed inorganici dalle aree della città e dalle tombe della necropoli.

Dall'anno 2002 il Servizio ha avviato inoltre una collaborazione con il Centre for Archaeological Studies (CAS) dell'Accademia delle Scienze della Georgia. Dopo una prima breve missione effettuata nell'ottobre 2002, dal 5 al 18 ottobre 2003, si è svolta la prima Missione Archeologica Italiana in Georgia (MAIG), finanziata dal Ministero per gli Affari Esteri, dal Museo e dall'IsIAO, con l'obiettivo di realizzare un programma pluriennale di scavi e studi specialistici di bioarcheologia e di formazione di personale locale, nell'ambito di un progetto bilaterale di studi e ricerche sull'ambiente, le risorse naturali e il popolamento umano della Georgia centro-meridionale, dal neolitico all'età classica. Questo progetto, avviato nel 2002, include ricercatori italiani del Museo Nazionale d'Arte Orientale (MNAO), dell'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente (ISIAO) e studiosi georgiani del Centre for Archaeolgical Studies (CAS) della dell'Accademia delle Scienze della Georgia ed è diretto da Lorenzo Costantini e da Vakhtang Licheli, Deputy Director of the CAS e responsabile dell'Archaeological Service.

La missione ha una prima ricognizione del sito di Tsikiagora, per valutare le potenzialità di una ricerca archeologica e bioarcheologica da svolgere in collaborazione con i ricercatori georgiani. La missione è servita inoltre ad attivare tutti quei contatti, con le autorità e le istituzioni locali, indispensabili per lo svolgimento di un programma pluriennale di attività di scavo, ricerca e studio di materiali, previste nell'accordo triennale firmato tra il Museo, l'ISIAO e il CAS.

Nel 2006 è stata avviata la collaborazione con la missione archeologica dell'Istituto di Archeologia Classica dell'Università del Texas ad Austin in Ukraina, partecipando alla campagna di scavo presso un'area abitativa del sito di Chersonnesso (Crimea), per il recupero e lo studio di materiali organici, per la definizione del paesaggio agricolo e forestale durante il I millennio a.C.

Nel 2007 è iniziata la collaborazione con la Missione Archeologica del Cotsen Institute of Archaeology, UCLA, Los Angeles, in Siria, per lo studio dei materiali vegetali dl sito di Urkesh.

 

ACCORDI

Specifici accordi di cooperazione sono stati stipulati, direttamente o attraverso la convenzione quadro che regola i rapporti tra il Museo e l'IsIAO, con le seguenti istituzioni:

 

CONVENZIONI

Il Servizio ha stipulato convenzioni per specifici progetti formativi con:

 

FORMAZIONE

La collaborazione con l'Università di Roma "La Sapienza" per lo svolgimenti di tesi di laurea esterne, avviata nel 2001, è proseguita anche negli anni 2003 e 2004. Nel biennio sono state seguite le attività di ricerca e studio dello studente Sirio Strika, per lo svolgimento di una tesi dal titolo "Morfologia al SEM e Filogenesi Cladistica del genere Meligethes Stephens (Insecta, Coleoptera, Nitidulidae)" per la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche, Naturali (Corso di Laure in Scienze Naturali - Indirizzo Conservazione della Natura e delle sue Risorse), e della studentessa Vania Virgili per la realizzazione di una tesi dal titolo "Indagine scientifica sulla tecnica della granulazione su reperti preziosi di età antica in area orientale" per la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche, Naturali (Corso di Laurea in Scienze Applicate ai Beni Culturali e alla Diagnostica per la loro conservazione).

Nell'ambito degli accordi di cooperazione e collaborazione con l'International Plant Genetic Resources Institute (IPGRI) e il Centre for Archaeolgical Studies (CAS) della dell'Accademia delle Scienze della Georgia, il Dott. David Magradze del Georgian Research Institute of Horticulture, Viticulture and Wine Making di Tbilisi, Georgia, è stato ospite del Servizio dal 20 al 30 aprile 2004 per seguire un corso intensivo sull'uso dei sistemi di analisi dell'immagine applicati allo studio della morfo-biometria della vite.

Il Servizio ha svolto inoltre la funzione di "ente ospitante" per tirocini di formazione e orientamento promossi dal Comune di Roma (XIV Dipartimento, III U.O, Formazione Professionale e Sportello Tirocini) nell'ambito di una specifica convenzione (n. 2256 del 9 luglio 2004), seguendo due progetti formativi richiesti dalla Dott.ssa Eva Masciarelli, per una "conoscenza delle tecniche di analisi dell'immagine e microscopia elettronica a scansione in archeobotanica", e dal Dott. Sirio Strika, per un "approfondimento delle conoscenze sulle analisi non distruttive e la caratterizzazione di materiali archeologici e storico artistici mediante l'uso del microscopio elettronico a scansione e della microsonda".

Su richiesta del Department of Chemistry, Loyola College, Chennai India, lo studente Aditya Gangadhara ha svolto un periodo di formazione di tre settimane sulle analisi non distruttive dei materiali archeologiche e storico artistici mediante l'uso del microscopio elettronico a scansione e della microsonda.

 

TESI DI LAUREA

Presso il Servizio sono state svolte attività di ricerca e studio finalizzate alla realizzazione di tesi di laurea secondo accordi intercorsi con istituti o dipartimenti universitari: