La ricerca archeologica italiana in Iran. Scavi e restauri dell'ISMEO

Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci'

26 gennaio - 14 febbraio , 2016 - Mostre

Il Direttore del Polo Museale del Lazio Edith Gabrielli, Il Direttore del Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ Massimiliano A. Polichetti, Il Direttore dell’Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran Ghorban Ali Pourmarjan, Il Vice Presidente e Direttore scientifico dell’ISMEO (Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente) Adriano Rossi, per sé e per il Presidente Marco Mancini, il 26 gennaio 2016 alle ore 15,00 hanno presentato la mostra fotografica sull’attività archeologia dell’IsMEO/IsIAO/ISMEO in Iran alla presenza di S.E. Hesamodin Ashna, Consigliere culturale del Presidente Rouhani.

L'archeologia e la ricerca scientifica come un ponte fra la civiltà italiana e iraniana: le racconta la mostra fotografica sull’attività archeologica IsMEO-IsIAO-ISMEO in Iran, organizzata a tempo di record nei locali del Museo, e promossa dal Polo Museale del Lazio, dall'ISMEO (rifondata associazione scientifica internazionale che prosegue le ricerche degli storici IsMEO e IsIAO) e dall'Istituto Culturale dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran.

La mostra ripercorre, in 25 pannelli e oltre 100 foto e grafici, la ricerca archeologica e il restauro del grande istituto di ricerca fondato negli anni Trenta da Giovanni Gentile e Giuseppe Tucci dal 1958-59 ad oggi.

Il vice presidente e direttore scientifico dell'ISMEO, prof. Adriano Rossi, ha ricordato i contatti stabiliti dal fondatore dell'Eni Enrico Mattei e dal grande orientalista Giuseppe Tucci alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso con l'Iran ormai entrato nella fase della modernizzazione dell'industria petrolifera, nel corso dei quali la gratitudine iraniana all'apertura egalitaria che - primo al mondo - Enrico Mattei propose nella divisione dei proventi del petrolio produsse i presupposti per una intensificata presenza culturale italiana nel paese.

Gli scavi degli archeologi italiani IsMEO in Iran cominciarono dal '58-59 nel Sistan. Poi seguì una feconda stagione di studi e restauri a Persepoli, Pasargade, Esfahan. L'idea italiana di usare l'abilita' tecnica iraniana, i materiali iraniani, i suggerimenti degli antichi autori iraniani sui loro stessi monumenti produsse una grande esperienza di confronto tra le due grandi tradizioni artistiche, che ha lasciato nel tempo tracce materiali e scuole di tecnologia italo-iraniane che ancora oggi ripetono e perfezionano la lezione dei primi maestri.

"Gli archeologi italiani ci hanno aiutato ad accrescere la consapevolezza di essere iraniani, un Paese ricco di storia ed antica civiltà proprio come il vostro", ha affermato il dr. Hesamodin Ashna rispondendo agli indirizzi di saluti delle autorità italiane durante l’inaugurazione della mostra.

Il dr. Ashna ha auspicato che la collaborazione scientifica con gli studiosi italiani prosegua proprio perché  collaborazione fra due grandi civiltà; si e' augurato, inoltre, che l'Iran possa dotarsi di un sistema museale moderno anche attraverso il sostegno internazionale con il supporto degli specialisti mussali italiani che possono godere in questo campo di una grande stima internazionale.

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