Vicino e Medio Oriente Antico

Asia: Vicino e Medio Oriente


DIPARTIMENTO VICINO E MEDIO ORIENTE ANTICO

La dicitura Vicino e Medio Oriente ha un'origine anglosassone ed indicava con Vicino Oriente i paesi sotto dominio ottomano, dal Marocco alla Turchia, mentre con Medio Oriente l'area (non esclusivamente islamica) che si estendeva dall'Iran fino a tutto il sub-continente indiano. Terminologie analoghe furono usate dalla Francia al tempo delle colonie.

Il Dipartimento di Vicino e Medio Oriente Antico nasce negli anni Ottanta del secolo scorso, per riunire le civiltà pre-islamiche e pre-buddhiste, delle quali il Museo conserva importanti testimonianze.

Il Dipartimento partecipa dal 1987 al "Progetto Afis", iniziato nel 1986. Si tratta di una ricerca archeologica condotta dalle Università di Firenze, Pisa, Bologna, Roma "La Sapienza", Viterbo, Sassari, Damasco, dalla Direzione delle Antichità e dei Musei della Siria, dal Museo Archeologico di Idlib (Siria), dall'Istituto per lo Studio della Civiltà Egea e del Vicino oriente, dall'Istituto di Studi sulle Civiltà Italiche e del Mediterraneo Antico e dall'Istituto per le Tecniche applicate ai Beni Culturali del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Sezione Vicino Oriente Antico

La sezione Vicino Oriente Antico comprende la regione dell'Asia che si estende dal Mediterraneo orientale alla penisola arabila (Turchia, Siria, Libano, Palestina, Penisola Arabica, Armenia, Iraq) e si è arricchita negli anni grazie ad acquisti sul mercato antiquario e a donazioni.

Tra i materiali di maggiore interesse una stele funeraria proveniente da Palmira, appartenente all'importante collezione ottocentesca di Gregorio Stroganoff, il corpus glittico (a cilindro e a stampo) databile dal IV millennio al periodo sasanide (Collezione Pugliatti); una piccola raccolta di tavolette cuneiformi, donate da un collezionista persiano, una selezione di oggetti dalla Siria e dal Libano comprendenti un gruppo di ceramiche del Levante databile al 750-700 a.C., una bella coppa alabastrina, un incensiere in basalto e alcune figurine in terracotta di epoca achemenide. Una recente acquisizione permette di ampliare la documentazione all'Anatolia con due vasi e una figurina dipinti di età neolitica (fine VI-inizi V millennio a.C.), un vaso dell'età del Bronzo (III millennio a.C.).

Negli anni il Museo ha indirizzato le proprie scelte verso il completamento di tipologie e settori (oreficeria, glittica, numismatica) parzialmente o del tutto assenti nelle collezioni. Nel 1984 fu trasferita dal Museo Nazionale Romano l'importante raccolta di antichità yemenite formata alla fine degli anni Venti in Yemen ed Etiopia dal Governatore Onorario dell'Eritrea Corrado Zoli e dall'archeologo e collezionista Cesare Ansaldo, donata allo Stato Italiano nel 1933. Tale raccolta aprì la strada all'acquisizione di altre collezioni yemenite. Nel 1999 fu acquisita l'importante raccolta Vannini-Caggiati, formata nel XIX secolo con una ricca raccolta di metalli anche iranici, mesopotamici e siriani.

Sezione Medio Oriente Antico

La sezione di Medio Oriente Antico comprende i paesi ad est dell'Iraq e propriamente l'Iran, il Pakistan e l'Afghanistan e a nord, il Caucaso e parte delle ex repubbliche sovietiche (Turkmenistan, Uxbekistan, Tajikistan, Kazakhistan, Kirghizistan).

Il nucleo "storico" delle raccolte è costituito da oggetti di arte iranica di proprietà dell'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente (IsIAO, già IsMEO), concessi in deposito al Museo al momento della sua istituzione nel 1957. Tra questi un'ampia documentazione delle culture protostoriche dell'Altopiano iranico, delle culture vascolari dell'Iran di I millennio a.C. provenienti dalla regione di Khorvin (Tehran), di Tepe Giyan (Nehavand) e di Tepe Siyalk (Kashan), completata nel 1959 da un pomello in terracotta invetriata con dedica del re elamita Untash Napirisha, donato all'IsMEO da Roman Ghirshman, Direttore della Missione Archeologica Francese a Choga Zanbil (Khuzistan) e portato alla luce nel Tempio B della ziqqurat (tempio a terrazze) della città. Si segnala inoltre un'ampia campionatura di ceramica iranica appartenente agli Orizzonti Arcaico e Tardo della Ceramica Grigia Occidentale, databili al periodo del Ferro I e II iranico (1450-800 a.C.), donata all'IsMEO dal diplomatico Ferdinando Scorretti).

Questo nucleo iniziale si è ampliato a partire dagli anni Sessanta, attraverso acquisti effettuati sul mercato antiquario e grazie al deposito dei reperti provenienti dagli scavi italiani (IsMEO) condotti nel centro protostorico di Shahr-i Sokhta, in quello achemenide di Dahan-i Ghulaman ed in quello partico-sasanide di Qalah-i Sam (Iran-Sistan).

Le raccolte iraniche si completano con pregevoli ceramiche provenienti da Tepe Siyalk, da Kerman e dal Luristan, databili tra il V e il III millennio a.C., con una bella campionatura di metalli afferenti sia ai cosiddetti "Bronzi del Luristan" sia alle arti suntuarie Achemenidi, Partiche e Sasanidi.

L'Asia centrale è documentata da materiali provenienti dall'Afghanistan protostorico, dalla regione del Beluchistan, oltre a diversi reperti appartenenti alle civiltà dell'Indo.

Gli scavi italiani condotti nelle necropoli pre-buddhiste dello Swat (Pakistan) dall'IsMEO tra il 1960 e il 1970 hanno permesso, grazie agli accordi con il governo pakistano, di ottenere una parte del materiale. Si tratta di corredi funerari provenienti dalle necropoli di Loebanr, Katelai e Butkara II.


Il Dipartimento Vicino e Medio Oriente Antico è articolato nei seguenti quattro settori scientifici: