India

 Asia: in rosso l'India

 


Il Museo Nazionale d’Arte Orientale conserva una pregevole collezione di arte indiana comprendente sculture in materiale lapideo, bronzi, oggetti in metallo,  miniature, disegni e pagine di manoscritti illustrati di varie epoche storiche e provenienti da diverse aree del subcontinente indiano.
La raccolta può essere suddivisa in vari nuclei tematici: una sezione comprende opere di ambito aulico e templare appartenenti alla “grande tradizione”, sculture a stele e bronzi di ambito hindu o buddhista, probabilmente in antico installate nelle nicchie di templi o di annesse cappelle laterali; una seconda sezione è dedicata all’arte popolare, talora più specificatamente tribale, in particolar modo bronzi o dipinti che interpretano i soggetti classici della tradizione hindu e rivisitano i miti raccontati nell’epica e nei Purana; un terzo nucleo è caratterizzato da opere pittoriche, per lo più miniature di ambito aulico, che raffigurano scene di carattere religioso o secolare, o rari disegni preparatori alle miniature di grande raffinatezza esecutiva; infine, una importante raccolta di arte jaina comprende bronzi che rappresentano personaggi del Jainismo - la “religione della non-violenza” - e pagine di manoscritti illustrati.
Certamente una buona parte della collezione di arte indiana presso il Museo pur nell’ambito dei nuclei descritti, ha come sfondo il tema religioso: la maggior parte delle opere raffigura le divinità del pantheon hindu, divinità locali a queste assimilate, i loro miti, i vari episodi narrati nell’epica, o personaggi di ambito buddhista e jaina; include inoltre testi di carattere agiografico, cosmologico, talora  connessi alla pratica ascetica.

La collezione comprende una raccolta di arte jaina,  presentata per la prima volta nella sua interezza al pubblico durante la mostra  “India. I volti del sacro” (8 giugno 2010-30 gennaio 2011), ma attualmente non in esposizione. Nell’ambito di questa sezione si annoverano bronzi raffiguranti i Tirthankara (“i facitori del guado”) e fogli di manoscritti miniati e dipinti provenienti dalla regione del Gujarat, nell’India occidentale. Questi ultimi appartengono a due distinte tipologie di testi decorati con illustrazioni che rivelano stili pittorici profondamente diversi: alcuni fogli, databili al XVI secolo, riportano brani del Kalpasutra, l’VIII capitolo del Dasashrutakanda, in cui sono narrate anche le vite dei vari Tirthankara e sono testimonianza di una scuola pittorica in cui vengono trasferite le caratteristiche formali della scultura jaina, che fonde in una sintesi assolutamente originale astrattismo ed eccesso decorativo; la seconda serie comprende fogli da manoscritti di opere di carattere astrologico e cosmologico, quali il Laghukshetrasamasa di Ratnasekharasuri, la cui produzione risale al XVI-XVII secolo. Questi, da un punto di vista estetico appaiono testimonianza di una tradizione più popolare, che non manca di assorbire, rielaborandole, complesse teorie speculative sulla natura dell’universo. Di grande effetto  è la variopinta pagina con la raffigurazione dell’Uomo Cosmico (Lokapurusha) che sintetizza nel suo corpo l’intero Trimundio e le cui membra corrispondono alle varie sezioni dell’universo.

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