Gandhara

Asia: in rosso il Gandhara

 


Questo settore del Museo è uno dei più strettamente legati all’attività archeologica promossa da Giuseppe Tucci come presidente dell’IsMEO (oggi IsIAO, Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente) nella valle dello Swat (Pakistan nord-occidentale) e in particolare nelle aree sacre di Butkara I, Saidu Sharif I e Panr I. L’attività della Missione si è svolta con continuità a partire dal 1956, sotto la guida di Giuseppe Tucci (1955), di Domenico Faccenna (1956-1995), Maurizio Taddei (1995-2000), Pierfrancesco Callieri (2000-2007) e Pierfrancesco Callieri e Luca Maria Olivieri (2007-2011).
Secondo quanto definito nell’accordo siglato con il Governo del Pakistan, una parte dei reperti rinvenuti dalla Missione Archeologica Italiana nello Swat venne assegnata all’Italia. Questa raccolta rappresenta il nucleo fondamentale delle opere conservate presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale, istituito inizialmente proprio per contenere tale collezione. Essa, senza dubbio una delle più importanti collezioni di arte gandharica al di fuori del sub-continente indiano, presenta un valore storico ed archeologico eccezionale, tanto che i nuovi studi e teorie su tale fenomeno artistico non possono prescindere dall’approfondirne alcuni aspetti.
Il Museo ha inoltre integrato l’esposizione di questa importante collezione di reperti provenienti dagli scavi appartenente all’IsIAO, con una piccola, ma pregevole raccolta  di opere gandhariche di proprietà statale, pervenute all’Istituto grazie ad una politica di scambi con il Pakistan, ad acquisti e donazioni.

DSCN6562DSCN6612Image2.tifImage4.tifImmagine di Buddha stanteImmagine di Maitreya assisopos.4674pos.4675pos.4735pos150865Rilievo con offerta di fiori al BuddhaRilievo con suonatrice di liuto e danzatricirilievo gandhara 2